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 Storia del tombolo                                             

Il tombolo è un'arte che si fa risalire al 1400: dapprima si diffonde tra i ceti popolari, in seguito tra le comunità religiose e le famiglie aristocratiche. A Montefusco venne introdotto probabilmente nel periodo aragonese. In un documentoestense si racconta che le figlie del Re di Napoli, Eleonora e Beatrice d'Aragona, nel 1476 prepararono,con l'aiuto di 18 damigelle, un merletto a tombolo da donare alla regina d'Ungheria. Ferdinando d'Aragona soggiornò per lunghi periodi a Montefusco insieme alla famiglia, ed è probabile che siano state le stesse donne aragonesi a diffondere questa tecnica nel luogo.

Altri ipotizzano che il merletto a tombolo sia stato diffuso a Montefusco nel periodo svevo, quando Manfredi si stabilì in questa cittadina con i suoi fedeli saraceni.

Dal XV  secolo in poi l'arte del tombolo vive in Montefusco ed il prodotto tessile diventa degno di "mostra". Infatti una prima menzione del tombolo nella comunità irpina fa riferimento alla data del15 agosto 1861, quando il Canonico V.Pecorelli in una lettera inviata al Presidente del Comitato per l'esposizione italiana in Firenze, scrive di avergli inviato circa 50 mostre di "pizzilli" per l'esposizione di Firenze, indicandogli che a "Montefusco se ne potevano lavorare di qualunque disegno".

L'arte del tombolo permea idiversi strati della società montefuscana. Nell'ottocento anche i monaci ricamavano, tra questi si fa riferimento in particolare al Canonico Lepore di Montefusco, che realizzava un merletto così intricato che era stato denominato "Diavolo in bosco"; un altro punto difficile che s'insegnava un tempo nel Monastero di S. Caterina era detto "Cantù". Alcuni decenni dopo, ad opera di Manfredo Bocchino si istituì nel centro irpino il primo laboratorio per insegnare l'arte del tombolo: era il 1920 circa ed in quegli anni divenne un'attività artigianale florida ed un'importante fonte di sostentamento delle famiglie del luogo. I disegni dei lavori erano affidati al maestro Giuseppe Renzullo ed erano caratterizzati da alcune tipologie, quali le inestimabili " foglie d'uva", la "spina di pesce", che sono tra le più antiche e complicate da lavorare e rimaste costanti nella zona. La scuola raccoglieva in sè gran parte delle montefuscane, donne di tutte l'eta e s'apprendeva quest'arte già all'età di nove anni.

Parte integrante del tombolo sono i "fuselli", qui arte antica. Questa delicata opera di casellatura, fatta di filo intrecciato, armonizzato dal giocherellare di numerosi fuselli di legno, segue un disegno prestabilito sulla carta ben delimitato dagli spilli. Si può arrivare ad utilizzare anche centinaia di fuselli, lanciati e ripresi in un girare miracoloso dalle agilissime dita dell'esperta merlettaia, che attinge ad una tradizione secolare.

 

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